fotovoltaico con accumulo

Impianto fotovoltaico con accumulo: come funziona, quanto costa e quanto si risparmia

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Gli impianti fotovoltaici con accumulo sono una vera e propria novità nel campo della produzione dell’energia elettrica alternativa e “green”. Precedentemente, negli scorsi anni, l’impianto fotovoltaico con accumulo non era permesso, ed era possibile installare nelle proprie abitazioni degli impianti fotovoltaici che avevano l’obiettivo di immettere l’energia in rete, quindi “venderla” alle società elettriche.

Come funziona l’impianto fotovoltaico con accumulo

In poche parole, un tipico impianto fotovoltaico produce energia elettrica che non viene usata interamente per l’abitazione, poiché quella che non viene utilizzata durante l’arco della giornata viene successivamente mandata alle rete elettrica durante le ore di irraggiamento; questo processo si chiama più correttamente “scambio sul posto“.
Ciò che spesso succede però è che i maggiori consumi di energia elettrica si hanno durante la notte, proprio quando non c’è irraggiamento solare.
Per questa ragione sono nati gli impianti fotovoltaici con batteria per l’accumulo dell’energia elettrica: quest’ultimi riescono a sfruttare in pieno la corrente prodotta durante le ore di irraggiamento solare; il tutto collegando l’impianto fotovoltaico ad una batteria che è capace di accumulare la corrente da utilizzare durante le ore notturne.
Con l”installazione di un impianto fotovoltaico con accumulo, si riesce a coprire addirittura l’80% del fabbisogno energetico giornaliero.
Quindi, fino a qualche anno fa l’unica opzione che si poteva scegliere era quella di installare un impianto fotovoltaico caratterizzato dallo scambio sul posto, mentre adesso, per merito soprattutto del progresso tecnologico nel campo delle batterie per l’accumulo d’energia, che sono sempre più efficienti ed economiche, si può decidere quest’ultima opzione, che conviene anche dal punto di vista dei costi.

Come si struttura un impianto fotovoltaico ad accumulo?

Al contrario del solito impianto fotovoltaico, dall’esterno non ci sono differenze sostanziali, poiché le batterie per l’accumulo possono essere montate anche successivamente all’installazione dei pannelli, addirittura dopo anni.
L’unica differenza è quella di dover calcolare uno spazio da creare ad hoc in un locale, da adibire al contenimento delle batterie, e quindi dell’impianto d’accumulazione.

 

I costi dell’impianto fotovoltaico con accumulo

L’impianto fotovoltaico ad accumulo, è in grado di diminuire considerevolmente l’impatto sulle spese elettriche, soprattutto nella bolletta; c’è da considerare però il costo dell’installazione.

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Ormai il mercato del fotovoltaico ad accumulo esiste da qualche anno, ed è passato dall’essere di nicchia, ad essere aperto ad un pubblico più esteso; tutto ciò ha portato ad un calo dei prezzi delle innovative batterie per l’accumulo, con il conseguente aumento delle tipologie di prodotti in commercio, infatti, adesso, si trovano: batterie di accumulo con tecnologie ad alta temperatura, batterie di accumulo al nichel, batterie di accumulo al nichel- cadmio, batterie di accumulo al piombo, batterie di accumulo agli Ioni di litio, ecc.

Fino al 2014 investire su un impianto fotovoltaico con accumulo era sconveniente, considerando i costi delle batterie, ma adesso, l’investimento totale conviene, perché i prezzi delle batterie sono in netto calo anno dopo anno, con previsioni positive rispetto al 2017 e al 2018.
Inoltre, considerando che la Legge di Stabilità del 2016 ha prorogato le detrazioni fiscali della Legge di Stabilità del 2015, si può ottenere una detrazione del 50% rispetto ad un investimento con pannelli fotovoltaici ad accumulo.

Sul mercato infatti, in questo momento è possibile trovare impianti di accumulo d’energia a prezzi sbalorditivi: per esempio, un impianto d’accumulo, composto da 4 batterie, con una tensione nominale di 48 Vdc ed un’energia nominale di 6,2 kWh, si può trovare dai 2000€ fino ai 3000€. Per ottenere un impianto fotovoltaico ad accumulo completo da 4kW e 48V, e batterie trojan, per esempio, si può spendere un minimo di 6000€. Questi cali del prezzo hanno portato ovviamente l’impianto fotovoltaico con accumulo a concorrere con quello che funziona attraverso lo “scambio sul posto”.

Quanto si risparmia con l’impianto fotovoltaico con accumulo?

Avendo analizzato quanto impattano i costi d’installazione di un impianto fotovoltaico ad accumulo, la considerazione finale è, sicuramente, che con questo tipo d’impianto il risparmio è considerevole.
Visto che i costi dell’impianto sono ancora maggiori rispetto ad uno standard, il risparmio si ha successivamente, poiché il costo dell’energia elettrica è approssimativamente 0,25 Euro al kW all’acquisto, mentre quando viene venduta la sua media si aggira attorno ai 0,14 Euro al kW; ne consegue ovviamente che venderla è uno spreco inutile se possiamo utilizzarla, e ciò comporta un risparmio di almeno il 40% sull’energia elettrica.
Infatti, ipotizzando un investimento ventennale, per un impianto fotovoltaico da 3kWp con batteria da 5,5 kWh, si spendono circa 13mila euro, aggiungendo le spese di manutenzione e prevedendo di dover sostituire nel corso di questi vent’anni almeno 2 volte le batterie e l’inverter.
Come detto, ipotizzando questo tipo di investimento, anche se i costi delle batterie sono decisamente alti (ma diminuiranno sempre più nel corso degli anni), il bilancio finale è ottimale, poiché quest’impianto fotovoltaico analizzato riesce a ripagarsi in 8/10 anni (dipende se si è a sud/centro/nord Italia, e da altri fattori), e nell’arco del ventennio totale si risparmiano circa 17 mila euro sull’elettricità.

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32 thoughts on “Impianto fotovoltaico con accumulo: come funziona, quanto costa e quanto si risparmia

  1. A me i conti non tornano.
    In particolare l’ultimo passaggio.
    Se la differenza tra energia acquistata 0,25€ kWh e venduta 0,14€ kWh è di 0,11 kWh vuol dire che se autoconsumo 3000 kWh all’anno (valore ipotetico) ottengo solo 330 euro di vantaggio economico che, anche ipotizzando che le batterie durino 10 anni, mi porterebbero a recuperare 3300 euro che non ripagherebbero il cambio delle batterie.
    Fatevi bene i conti FOTOVOLTAICO SI, ACCUMULO NO.

      • Tra l’altro i conti sono errati: i Kw venduti con lo Ssp vanno da 0,16 a 0,20 euro/Kw, mentre i Kw acquistati vanno da 0,20 a 0,22. Rifai i conti con questi prezzi e vedi cosa esce ( dati reali del mio impianto: Ssp 0,183 euro/Kw e 0,22 euro in acquisto, medie del 2016. Saluti

    • Attenzione ⚠ il calcolo deve essere fatto sul costo di acquisto quindi di 0,25 kwh non del costo che venderesti l’energia 0,14 kwh. Allora 3000 kwh annui x 0,25 =750€ l’anno non facciamo cattiva informazione.

      • Nell’articolo – infatti – si dice:
        “il costo dell’energia elettrica è approssimativamente 0,25 Euro al kW all’acquisto, mentre quando viene venduta la sua media si aggira attorno ai 0,14 Euro al kW”.

        • Tutte cose giuste, ma mi permetto di fare qualche ulteriore considerazione:
          1) Il costo dell’energia è in continuo aumento (+ 26,2% dal 2000 al 2011) e nessuno di noi può fare dei conteggi corretti basandoli sul costo attuale dell’energia, tanto più che entro il 2018 andrà a cessare il regime di maggior tutela e quindi saremo obbligati ad acquistare l’energia da fornitori con tariffe da libero mercato.
          2) Il prezzo di un sistema di accumulo, una volta scelto, è invece un dato certo sul quale possiamo fare dei conteggi precisi, accedendo magari ad un finanziamento agevolato che, attualmente, possiamo trovare a tassi estremamente competitivi. Inoltre i sistemi di accumulo, così come l’impianto fotovoltaico, usufruiscono della detrazione fiscale del 50% (http://www.accumulo-fotovoltaico.it/impianti/incentivi-2016-accumulatori-fotovoltaico/).
          3) Faccio inoltre notare che, oltre alla convenienza economica di cui ai punti precedenti, stiamo parlando di energia pulita, con un impatto ambientale molto basso, ovvero quello generato dalle industrie che producono pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo.
          4) Quando tra qualche anno, dovremo pensare a comprare un’auto elettrica ……. potremo ricaricare la nostra auto direttamente a casa!!!
          5) Io ho 2 figli …… e penso anche a queste cose.

    • Il GSE non la paga a 0,14 euro a chilowatt ma bensì a 0.07 a chilowatt.Quindi la differenza tra 0,25 e 0,07 è di 0,18 a chilowatt.Questo lo confermo dato che è quello che il GSE mi paga nelle eccedenze.Ad esempio su 5000 kwh di eccedenze mi dà a Giugno 350 euro,

      • Attenzione, se si realizza un buon impianto, si riesce a sconnettersi dalla rete e oltre a risparmiare il costo del kw si risparmiano i costi fissi delle bollette (maggiori dei consumi)

  2. Ho acquistato un’impianto Sonnenbatterie con 2 kw di accumulo ma tra il costo (+ di 8000 euri) e la resa economica con la batteria di 2 kw è nulla.La batteria di 2 kw dura 2 ore scarse di consumo normale poi si ripassa all’enel, il risparmio sulla bolletta si riduce a 20 euro circa al mese e per ammortizzare l’impianto,se va bene, ci vuole una vita .Se poi si vuole aggiungere una batteria sempre di 2 kw il costo supera le 2800 euro.
    Il mio consiglio spassionato a chi vuole mettere un impianto di accumulo è di spendere il meno possibile, anche con batterie tecnologicamente meno recenti e di avere una potenze utile maggiore di 5kw.

  3. siamo interessati all’installazione di luce solare per illuminazione notturna su pali da circa mt. 3 di altezza ogni palo sara’ indipendente. Il numero è di circa 100 pali. Il tipo che potrebbe interessarci e quello dei semafori stradali con piccoli pannelli esposti ad est e ovest per lampade a led di 20w
    In attesa gradite distinti saluti

    Centro Turistico Bonassisa

  4. Prendiamo un caso reale; casa tutta elettrica e riscaldamento in pompa di calore. Nord Italia.
    Consumo annuo di 6500kwh. Impianto fotovoltaico da 6kw che ipotizziamo produca 6500kwh annui. Ipotizziamo un’autoconsumo del 35% (piuttosto scarso visto che in realtà per 5mesi invernali si auto consumerà quasi sempre un 80-90% dell’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico.

    Abbiamo dunque 6500kwh annui di fabbisogno…di cui il 35% lo prendo dal fotovoltaico pertanto andrò a prelevare dalla rete 6500-35% = 6500-2275 = 4225kwh. La spesa annua sarà dunque 4225×0,25 = 1056€

    Il fotovoltaico però nei mesi estivi ha creato un surplus pari a 6500-autoconsumo ossia 6500-2275 = 4225kwh di energia venduta “alla rete”. Questa energia ci porta un’entrata di 4225×0,14 = 591,5€.

    Il bilancio annuo pertanto sarà 1056-591,5 = 464,5€ di costo effettivo per la corrente.

    Ipotizziamo ora che, grazie ad un sistema di accumulo l’energia autoconsumata sia del 80% (non credete a chi vi dice che arrivate al 100% o più dell’80% perchè non è cosi).

    Avremo un prelievo dato da 6500-80% = 6500-5200 = 1300kwh. La spesa annua sarà dunque 1300×0,25 = 325€

    Il fotovoltaico però nei mesi estivi ha creato un surplus pari a 6500-autoconsumo ossia 6500-5200 = 1300kwh di energia venduta “alla rete”. Questa energia ci porta un’entrata di 1300×0,14 = 182€.

    Il bilancio annuo pertanto sarà 325-182 = 143€ di costo effettivo per la corrente.

    A fronte di ciò dunque abbiamo che senza il sistema di accumulo avremmo una spesa annua pari a un 464,5€, con accumulo la spesa scende a 143€ all’anno.

    La differenza tra i due sistemi comporta un “pro” di 464,5-143 = 321,5€ di risparmio a favore del sistema ad accumulo.

    La differenza si abbasserà notevolmente nel 2018 quando il costo della corrente scenderà per tutti a 0,16-0,17 cent al kwh.

    Ora, delle batterie serie, al litio, garantite per 10anni costano almeno 5000-6000€ (le nuove batterie Powerwall di tesla ne costa 7000€ per dirne una). Dopo gli incentivi (ma si deve aspettare 10anni e sperare che tutto vada al meglio, cosa non scontata qui in italia) il prezzo pagato sarà dunque tra i 2500 e i 3500€.
    Con la differenza vista prima abbiamo che le batterie si ammortizzano in 8-11anni. Tempo dopo il quale occorrerà cambiare batterie perchè saranno usurate. Senza contare eventuali spese di manutenzione ecc.
    A conti fatti grazie al buon incentivo derivato dalla vendita della corrente alla rete, non conviene investire in accumulo questo perchè si finisce per anticipare tanti soldi per non avere un reale risparmio. A maggior ragione considerando che dal prossimo anno il costo della corrente per case tutte elettriche subirà un bel calo.

    Le batterie dovrebbero costare la metà in partenza per diventare appetibili.

    Per assurdo dal 2018 anche il fotovoltaico diventerà molto meno interessante se non abbasseranno i prezzi dei pannelli/inverter/pratiche/installazione. Basti pensare che dal 2018 chi oggi spende 1650€ annui di corrente si ritroverà a spenderne 980….

    • buongiorno io ho in preventivo una situazione identica da quella da te descritta in più essendo prima casa con iva ridotta non ho detrazioni,quindi non mi conviene assolutamente un accumulo! rispondetemi vi prego sono molto scettico anch’io sulle batterie.
      un cordiale saluto.

    • Tutto giusti i tuoi calcoli tranne uno, quello che dice che il prezzo della corrente scendera! Non ci credo fino a che non lo vedo scritto in bolletta!

  5. Il vero problema del fotovoltaico è uno solo : Gli incentivi .
    Gli incentivi portano a far innalzare il costo delle cose , tutte , ( auto , frigoriferi , ecc… ) . Aumentano i guadagni alle case produttrici , il prodotto viene venduto x il valore che può rendere e non x quello che vale realmente, e non si investe in innovazione tecnologica , e chi paga siamo noi . L’unica azienda che si distingue a parer mio è TESLA . Loro credono ad un futuro Pulito , e puntano realmente a fare un prodotto eccezionale ad un prezzo competitivo . Se lo stato avesse detto : ” io ti permetto solo un tot metri quadrati sul tetto ” , allora i pannelli innovativi avrebbero fatto un salto in avanti , invece così abbiamo acquistato la roba vecchia cinese .
    Chiudo dicendo che se tutti avessimo i pannelli e le batterie , come se tutti vanno ad auto a metano , accadrà come è successo x le auto a gasolio , il prezzo carburante schizzerà alle stelle , vanificando il tutto . Quindi la chiave di lettura non è risparmiare , ma NON INQUINARE e ridurre il riscaldamento globale . Ma qui ci sono molte cose da fare . Da piantare 1 miliardo di alberi all’anno , a dipingere tetti e strade di bianco ecc…

  6. lo stato persegue una strategia sbagliata oppure ambigua, se da un lato con gli incentivi spinge al risparmio energetico, dall’altro non alzando o peggio riducendo il costo dell’energia fossile, di fatto ottiene un effetto inverso per il quale persino un termocappotto in molti casi potrebbe non essere conveniente.
    L’energia elettrica dovrebbe costare di più per favorire il passaggio all’autosufficienza e le voci di disincentivo inserite dovrebbero andare in investimenti sulle rinnovabili.
    Tutto cambiera’ quando le auto elettriche avranno costi accessibili e ricaricarle in casa una realta’ a quel punto oltre all’elettricita’ si potra’ calcolare anche il risparmio del costo del carburante.

  7. Buongiorno, leggendo i precedenti interventi, non mi e’ chiaro una cosa, riguardo al 2018 cesserà’ il mercato tutelato dell’energia elettrica in un intervento viene detto che il costo dell’energia salirà, mentre in un altro viene detto che il costo dell’energia si abbasserà per tutti ad euro 0.,16 0,17.
    Quale delle due e’ corretta ? Nel 2018 il costo della corrente salirà o si abbasserà
    Sto valutando l’acquisto di un impianto fotovoltaico con accumulo quindi se il prezzo della corrente scende potrebbe non convenire al momento istallare anche le batteria, ma farlo eventualmente tra qualche anno quando scenderanno di prezzo.
    Ringraziando, cordiali saluti

  8. ignoro la risposta a questo quesito,….ma io purtroppo in italia una cosa che diminuisce di prezzo ho da vederla.
    me lo auguro ,visto che ho intenzione di realizzare un impianto anche io.saluti a tutti

  9. be in Italia il prezzo delle case è diminuito parecchio, almeno quello,ma vorrei sapere da chi è bene informato se è vero che con la liberalizzazione del mercato si pagherà di meno il kwh . e le accise aumenteranno?

    • io ho sentito che i prezzi aumenteranno perché il servizio a maggior tutela , al momento , tutela appunto noi consumatori dall’aumento sconsiderato del costo dell’energia…..

  10. 28 febbraio 2017
    sono un progettista ed installatore elettrico, per quanto riguarda il fotovoltaico ritengo che tutti debbano averlo , poichè ci permette di convertire in energia ciò che madre natura ci dà gratuitamente rispettando l’ambiente.
    Attualmente l’accumulo non lo consiglio a nessuno, a mio avviso non è assolutamente conveniente, non solo per il costo ma soprattutto per il bilancio energetico sfavorevole tra ciò che produce e l’energia necessaria a produrlo e successivamente smaltirlo a fine vita. ( e pure vero che con gli sforzi dei vari produttori con il tempo questo sbilancio diminuirà sino ad invertire la tendenza , quando non si sa vedremo speriamo a breve).
    L’importante è avere l’impianto fotovoltaico giustamente dimensionato ai propri consumi, gestire il proprio impianto in base all’insolazione giornaliera modificare i consumi in funzione di essa, passare ad un contratto con enel (o chi per essa ) con tariffazione bi-oraria; cercare di utilizzare gli elettrodomestici a pieno carico diminuire le temperature interne degli ambienti, ( per il ricambio d’aria degli ambienti bastano pochi minuti non è necessario far raffreddare muri e mobili ) usare sorgenti luminose a basso consumo soprattutto led.
    Prima di pensare all’accumulo è meglio pensare a consumare meno e meglio.
    ciao

    • Buongiorno, a proposito di questo noi abbiamo installato un impianto fotovoltaico nel 2012 stavamo valutando l’installazione di un accumulatore ma i costi elevati mi fanno pensare che non sia così conveniente.
      Stavo cercando però di fare una valutazione sul tipo di tariffa più conveniente. Io attualmente ho una bioraria enel e mi stavo chiedendo se non fosse comunque più conveniente una monoraria. lavoro fuori casa tutto il giorno e quindi alle volte mi riesce comunque difficile sfruttare l’energia prodotta dall’impianto, gli elettrodomestici sono comunque costretta spesso a farli viaggiare la sera e quindi mi sembra di continuare a pagare delle bollette parecchio elevate di energia eletrrica, soprattutto nei mesi invernali e considerando che l’illuminazione della nostra abitazione e praticamente totalemente a led. potrebbe darmi una sua considerazione?

      Grazie

      • Antonella:
        1) Metti timer a lavatrice, lavastoviglie, forno (pane o torta), e falli partire scaglionati nelle ore di maggiore produzione del fotovoltaico (lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, programmazioni medie con temperature massime 65°C);
        2) Riscalda o raffresca casa con il climatizzatore (pompa di calore = inverter) nelle ore di sole che ti avanzano con il programmatore, meglio nelle ore pomeridiane; tieni di riserva le altre fonti di calore, perché sconvenienti economicamente o emettono cattiva aria;
        3) Evita irraggiamento solare d’estate con tende esterne, se puoi; in casa tende sempre. Scuri o tapparelle chiusi nelle sei ore più calde.
        4) Fa in modo che, al contrario d’inverno, il sole diretto batta sui vetri delle stanze rivolte a sud, sud-est, sud-ovest;
        5) Arieggia gli ambienti facendo funzionare per mezz’ora al giorno il climatizzatore (compreso in punto 2) in estate ed inverno piuttosto che raffreddare o riscaldare aprendo verso l’esterno (può essere troppa l’escursione termica); in primavera e autunno dopo che ti sei vestita, tieni aperto dieci minuti (con le zanzariere) prima di uscire di casa la mattina) facendo corrente d’aria (se hai almeno due affacci);
        6) Metti rilevatori di presenza se più luci restano accese contemporaneamente in casa;
        7) Compra solo elettrodomestici di classe energetica A++ (degli altri disfatene presto);
        8) Compra un carica-batterie e ricaricati in casa le batterie stilo (telecomandi, sveglie, rasoi, giocattoli, misuratore della pressione, altri piccoli elettrodomestici, …;
        9) Pensa all’uso del fotovoltaico non solo come produttore di corrente, ma anche come alleato per diminuire i consumi per il riscaldamento: compra pannelli riscaldanti ad induzione, in bagno usa la stufetta solo per il tempo che resti spogliata, metti uno scaldabagno elettrico ad alta efficienza (classe A++);
        10) Se hai la possibilità, pulisci il fotovoltaico spesso con sola acqua mediante la gomma da giardino. Se è installato troppo alto (sul tetto) e spesso ci lasciano ricordini gli uccelli, adopera un drone giocattolo per mandarli via oppure acquista un allarme sonoro che imita il verso delle specie più comuni di predatori, se li disturbi spesso si stancano e trovano altri posti per stazionare o nidificare.

  11. Quanto viene pagata l’energia prodotta dal fotovoltaico in Scambio sul Posto?
    Con lo scambio sul posto l’energia viene pagata, di base, al suo prezzo di mercato. A questo viene aggiunto, per tutta l’energia scambiata, il valore di alcuni oneri e servizi ad essa associati: alcuni costi di distribuzione, dispacciamento, oneri e servizi.
    Il valore degli oneri e dei servizi viene riconosciuto nei limiti dell’energia scambiata con la rete. L’energia scambiata con la rete è la quantità minima tra l’energia immessa e l’energia prelevata dalla rete.
    Chiariamo con un piccolo esempio: se l’energia immessa in un anno è di 2.000 kWh e l’energia prelevata è di 700 kWh, l’energia scambiata con la rete è pari a 700 kWh.
    Con lo Scambio sul Posto vengono rimborsati i 700 kWh di energia scambiati con la rete (che è il valore minimo tra l’immesso ed il prelevato).
    Oltre a questi 700 kWh, riconosciuti e pagati a prezzo di mercato, vengono rimborsati alcuni servizi di distribuzione, dispacciamento ed oneri relativi ai 700 kWh scambiati con la rete. E’ questa la peculiarità che rende lo scambio sul posto più conveniente rispetto al ritiro dedicato.
    Il “prezzo di mercato” dell’energia a cui il contributo fa riferimento è il PUN, Prezzo Unico Nazionale, cioè una media geografica ed oraria dei prezzi rilevati sulla Borsa Elettrica. Infatti i prezzi di mercato si formano e fluttuano “in tempo reale” e vengono “definiti” in base alle zone geografiche ed in base alle fasce orarie di acquisto e vendita.

  12. Senza entrare troppo nel dettaglio del calcolo dello scambio sul posto, anche io noto, come altri utenti, alcune imprecisioni nel calcolo. Resta certamente da dire che gli incentivi fiscali del 50% sul costo dell’accumulatore abbattono notevolmente il costo dell’impianto, per cui la convenienza è davvero reale.

    Per rispondere poi a giancarlo, è un dato di fatto che le tecnologie di accumulo si stiano evolvendo notevolmente negli ultimi anni (e lo si vede in tutti gli oggetti di uso comune, come cellulari e computer portatili, con batterie sempre più compatte, potenti ed economiche) e la maggiore diffusione di una tecnologia comporta maggiori economie di scala per i produttori, quindi abbattimento dei costi. Quando parliamo di batterie di accumulo per fotovoltaico, poi, non parliamo di tecnologia italiana, ma prevalentemente di multinazionali che operano a livello mondiale. Per cui il calo dei prezzi è reale e continuo, con accumulatori agli ioni di litio sempre più compatti, durevoli nel tempo e convenienti (Tesla prima fra tutti ha scosso il mercato creando una certa frenesia nel migliorare le tecnologie a aumentare la concorrenza, portando ad un calo dei prezzi).
    Gli accumuli per impianti domestici sono sicuramente il futuro e cercare di approfittare degli incentivi statali attualmente presenti può essere una scelta vincente nel lungo periodo, in gradi di garantire notevoli risparmi e maggiore tranquillità per la propria famiglia.

  13. Grazie per il contributo di tutti.
    Per me due considerazioni, approfittare delle detrazioni ora permette di ottenere dei risparmi in attesa che I prezzi scendano. Condivido il principio per cui bisogna fare qualcosa per l’ambiente in cui viviamo.
    Ho in programma a breve di dotare il mio impianto fotovoltaico del 2012 di accumulo con batterie al litio, preventivo attorno ai 6.ooo euro per 5 kw.

    • Ciao ho un impianto da 6,7 kw e anch’io sto valutando di mettere un accumulo approfittando del bando regionale di € 3000,00.
      Preventivo accumulo da 8 kw € 11000,00 sony
      Che marca sono le tue batterie????

  14. Buongiorno,
    mi occupo di ricerca nell’ambito delle energie rinnovabili, e a seguito di simulazioni effettuate su consumi reali di utenti e analisi di simulazioni di sistemi di accumulo volevo segnalare alcune cose:
    attualmente il meccanismo dello SSP copre più del 90% del costo relativo alla componente energia della bolletta, lo stesso su cui andrebbe a intervenire il sistema di accumulo (come segnalato da molti), lo Scambio Sul Posto riconosce infatti molte delle componenti di accise a favore dell’utente, fatto salvo la quota di IVA applicata sulla componente energia pari al 10% in caso di utente residenziale (materia prima ed accise).
    In fase di vendita dell’energia tramite SSP inoltre la cessione con il meccanismo riconosce circa il 5% di energia in più, valorizzando le mancate perdite di rete, mentre un sistema di accumulo in fase di carica e scarica del sistema andrà a perdere irrimediabilmente quota parte dell’energia (i maggiori produttori di batterie stimano circa un 10% tra carica e scarica del sistema), pertanto una corretta analisi economica deve considerare uno leggero squilibrio 105%-90% tra le quote di energia (solo sulla materia energia, non sulle accise), che compensa abbondantemente la quota di IVA indicata prima come a “sfavore” del meccanismo di SSP.
    In aggiunta la riforma elettrica in atto andrà a spostare molti dei costi da quota energia a quota fissa, e considerando che ad oggi “staccarsi dalla rete” non è assolutamente possibile, vedo molto difficile poter risparmiare su tale voce, anche una riduzione del contatore in termini di potenza assorbita è difficilmente ipotizzabile, infatti mi chiedo chi garantirebbe all’utente la continuità di servizio (il progettista? l’installatore? la ditta che produce gli accumuli?).
    Il sistema di accumulo con riferimento ai costi attuali di mercato e previsti per i prossimi 5 anni non sarà mai in grado di abbattere i costi in bolletta come indicato fino a quando è reso disponibile un accumulo virtuale come lo SSP che ad oggi fino a 3 kW di potenza risulta totalmente gratuito per l’utente (il costo è irrisorio per utenze anche fino a 6 kW).
    Rispetto al commento lasciato da @stefano vorrei inoltre precisare che gli 0,14 €/kWh indicati come pagamento del meccanismo di SSP ad oggi si attestano a valori ben maggiori in relazioni ai casi analizzati e soprattutto nel caso di utenza residenziale con consumi pari a 6500 kWh (dati relativi allo SSP alla mano riferiti a 20 impianti, in fase di pre-riforma elettrica si attestavano a valori prossimi a 0,21 €/kWh), con il 2018 verosimilmente 0,15-0,16 €/kWh saranno raggiunti per utenze residenziali più energivore, valendo meno la componente energia su cui operano accumuli e SSP.
    Inoltre, per chi non fosse interessato alla sola componente economica, che costo ambientale genererebbe la dotazione di batterie?

  15. Buongiorno a tutti e grazie per la discussione di grande interesse.
    In sintesi mi pare di aver capito quanto segue:
    – ad oggi non è possibile staccarsi dalla fornitura di energia elettrica a rete;
    – è fondamentale investire sulla riduzione dei consumi elettrici strutturale (dispositivi a basso consumo, coibentazioni, …, installare impianto solare fotovoltaico e termico) e comportamentale (spegnere le luci inutilmente accese, spegnere l’alimentazione di dispositivi non utilizzati, …, utilizzare timer per l’accensione degli elettrodomestici) ;
    – gestire ventilazione e ombreggiamento della casa a seconda delle stagioni e dell’irraggiamento;
    – attendere l’evoluzione tecnologica e di mercato per l’eventuale installazione di accumuli.

    L’Italia è anche un paese dalla forte diffusione insediativa con una percentuale elevata di popolazione nei piccoli centri e nelle aree “rurali”. L’utilizzo di biomasse resta quindi un optional da considerare positivamente??

  16. Con l’attuale bando del governo dove vengono “regalati” 3000 euro per l’acquisto della batteria (oltre alla già in essere detrazione del 50 %) può essere più conveniente l’acquisto? Mi è arrivata un offerta per batteria LG 3Kw al costo di 7150 euro. Chi mi può consigliare se conviene o meno?

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