Autoconsumo fotovoltaico

Autoconsumo fotovoltaico

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Il sistema fotovoltaico rientra tra le fonti di energia rinnovabile, in grado di produrre corrente elettrica sfruttando il calore prodotto dai raggi solari. Si tratta di una forma di energia pulita e a bassissimo impatto ambientale. Oltre ai vantaggi in termini di eco-sostenibilità, bisogna tener conto anche dei ritorni economici a lungo termine dati dall’installazione di un impianto simile. Mentre fino a qualche decennio fa i costi del fotovoltaico erano inavvicinabili, oggi la notevole diffusione di questo sistema ha favorito dei costi più accessibili a tutti. Tuttavia se si vuole davvero guadagnare da un impianto fotovoltaico bisogna puntare esclusivamente sull’autoconsumo.
Quando si installano dei pannelli fotovoltaici per l’abitazione si hanno difatti tre possibilità: l’energia in eccesso può essere messa in vendita e ceduta al sistema elettrico nazionale (sistema chiamato “scambio sul posto”); l’energia può essere utilizzata interamente dai diretti produttori (autoconsumo istantaneo) o può essere immagazzinata durante il giorno, mediante la ricarica di apposite batterie, e poi sfruttata durante le ore serali e notturne (autoconsumo differito).

Quanto si risparmia con l’autoconsumo fotovoltaico?

Per riuscire ad ottenere un buon risparmio energetico, con l’abbattimento dei costi in bolletta, bisogna utilizzare tutta l’energia solare auto prodotta. In tal caso si avrà corrente a costo zero, senza doversi agganciare alla rete elettrica.
Facendo un esempio sui costi dell’energia elettrica, ogni singolo kilowatt viene venduto ad una media di 0,19 €; in realtà il prezzo reale oscilla tra 0,09 e 0,11 euro a kilowatt. La differenza è data da una serie di tasse e accise che fanno gonfiare il valore unitario. Per questo motivo più energia verrà prodotta dal fotovoltaico, minore sarà la possibilità di dover acquistare l’energia dalla rete nazionale. Se difatti per alcuni elettrodomestici, come la lavatrice o la lavastoviglie, fa poca differenza il momento dell’accensione, il problema si pone per tutti gli altri apparecchi come televisori, computer o le stesse lampadine, che vengono inevitabilmente accese anche durante le ore serali. In quel caso, in mancanza di una batteria di accumulo, l’utente sarà costretto ad acquisire energia elettrica direttamente dal proprio gestore. Quando si sceglie un impianto, sarebbe pertanto ottimale prevedere la presenza di una batteria da accumulo, di modo da poter soddisfare le varie esigenze domestiche.
Ogni impianto fotovoltaico ha una sua curva di produzione legata a numerosi fattori: la stagionalità, la località, l’inclinazione dei pannelli, le abitudini di consumo degli stessi utenti. È del tutto fisiologico che la produzione durante l’inverno sarà minore, essendo meno le ore di luce e diminuendo anche la potenza degli stessi raggi. Così come ci si dovrà attendere un accumulo inferiore al nord Italia rispetto al meridione. Un buon metodo per investire sul fotovoltaico potrebbe essere quello di programmare il consumo degli elettrodomestici, di modo da sfruttare nelle fasce serali la corrente accumulata durante il giorno.

Perché conviene l’autoconsumo e non lo scambio sul posto?

Quando l’energia viene immessa nella rete elettrica, si riceve un rimborso in quanto si tratta di una vera e propria vendita. In realtà il ricavo a kilowatt è notevolmente inferiore al reale costo, si parla di un rimborso che non supera il sessanta -settanta per cento in bolletta. Lo scambio sul posto prevede anche la possibilità di agganciarsi alla rete e acquisire energia, qualora quella prodotta dai pannelli non sia sufficiente per i propri consumi. In questo caso ci sono due possibilità: se l’energia precedentemente immessa nella rete è superiore a quella consumata, si ha un’eccedenza che andrà liquidata o messa a credito. Nel caso in cui si opti per una liquidazione monetaria, il valore del singolo kilowatt scende al cinquanta per cento. È pertanto sempre più evidente quanto sia poco conveniente puntare sullo scambio sul posto. Tuttavia i valori di mercato sono soggetti a continue oscillazioni, per cui è bene tenerne conto se si sceglie di fare affidamento a questo sistema.

Ottimizzare l’accumulo dell’energia solare

In mancanza di un sistema di accumulo per l’energia solare prodotta in eccesso, il consumo andrà effettuato nell’immediato. In alternativa ci sono tanti sistemi di accumulo a disposizione dell’utenza: sistemi ad aria compressa, bacini idrici, sistemi a idrogeno, accumulatori elettrochimici, volani meccanici, superconduttori e supercapacitori. I sistemi di accumulo elettrochimico sono attualmente quelli più diffusi e utilizzati soprattutto dalle piccole utenze domestiche. Se in media il costo di un impianto fotovoltaico da 3 kilowatt è pari a 6mila euro, aggiungendo un sistema di accumulo a batterie si toccano gli 8mila euro. Si tratta però di investimenti che verranno ripagati a lungo termine, portandovi ad abbassare notevolmente i costi della bolletta, se non addirittura ad azzerarli.
Per ottimizzare l’autoconsumo e trarre quindi maggiori benefici da questo sistema, si possono seguire alcuni accorgimenti, ricorrendo a strumenti che aiutano a capire quali sono i momenti migliori per agevolare l’autoconsumo. Si può modificare ad esempio la curva di carico utilizzando sistemi intelligenti come Sunny Home Manager, che regola l’accensione degli elettrodomestici nelle fasce di maggiore produzione di energia (ad esempio nelle ore centrali della giornata).

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